Nelle fotografie di Chierichetti un soggetto ricorrente sono i navigli, il sistema di canali navigabili e per l’irrigazione costruito a partire dal XII secolo per mettere in comunicazione il lago Maggiore, quello di Como e la zona del basso Ticino con Milano, in modo che la città potesse essere collegata con la Svizzera, parte dell’Europa nordoccidentale e più a sud verso il mare grazie alla confluenza nel Po. Chierichetti fotografò soprattutto la cosiddetta “cerchia dei navigli”, quella presente a Milano che consentiva all’intero sistema di funzionare e basata in buona parte sul percorso del fossato difensivo della città in epoca medievale.
Dopo secoli di utilizzo, verso la fine dell’Ottocento furono approvati i primi piani per la progressiva copertura dei canali di Milano, iniziative molto dibattute che richiesero decenni prima di concretizzarsi nell’effettivo avvio dei lavori. La copertura fu resa necessaria dal cambiamento dei sistemi di trasporto e dall’evoluzione della città, che richiedeva nuovi spazi e strade per mettere in comunicazione i suoi quartieri. Ancora oggi si discute, ciclicamente, sulla possibilità di riaprire le “vie d’acqua” di Milano, ma la mancanza di risorse economiche ha portato a continui rinvii. Un’opportunità per la riapertura potrebbe essere data dall’Expo 2015.
Gli oltre 1800 fototipi di Chierichetti, su soggetti vari, costituiscono un importante archivio conservato dal Polo Raccolte Storiche e Case Museo. La mostra, con accesso gratuito e allestita nelle sale di palazzo Morando, è promossa dal comune di Milano ed è curata da Stefano Galli. Sulla pagina Facebook della mostra ci sono diverse informazioni e suggerimenti per informarsi anche rispetto ai temi contemporanei che riguardano la riapertura dei navigli.













Fonte /Il Post
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